FAQ

F.A.Q. - Frequently Asked Questions

Risposte alle domande più frequenti sulla Rinoplastica


“Avrei una domanda…” provo a rispondere!

In questa sezione troverete le risposte a tutte le vostre domande più frequenti sull'intervento di rinoplastica, e se così non fosse potrete contattarmi direttamente. Sono sempre a vostra disposizione.

1Che cosa si intende per Settoplastica?
Per “settoplastica” s’intende ogni procedura chirurgica effettuata per modificare la forma o per ricostruire il setto nasale. L’indicazione più frequente alla settoplastica è costituita dalla deviazione del setto; questa è costituita da pieghe o deformazioni in grado di restringere lo spazio necessario per il passaggio dell’aria attraverso il naso. Spesso il paziente afferma di respirare con difficoltà attraverso una o entrambe le narici.
2Che cosa si intende per Turbinoplastica?
Se esistono problemi di respirazione nasale, o quando la rinoplastica prevede la riduzione delle dimensioni del naso, è importante controllare la forma e le dimensioni dei turbinati inferiori. L’ipertrofia assoluta o relativa di questa struttura, quando non è rilevata e trattata, rende vano il lavoro effettuato sul setto e sulla piramide nasale a scopo funzionale. Nel passato sono state proposte molte tecniche chirurgiche per rimpicciolire o addirittura rimuovere i turbinati. Alcune si sono dimostrate inefficaci nel liberare le fosse nasali, altre troppo aggressive nei confronti delle funzioni nobili d’umidificazione e riscaldamento dell’aria che si svolgono all’interno del naso. L’approccio corretto prevede la rimozione parziale del tessuto osseo, associata alla conservazione di buona parte della mucosa.
3Rinoplastica, settoplastica, turbinoplastica?
Rinoplastica, settoplastica e turbinoplastica non sono da considerarsi interventi isolati, effettuati in tempi e luoghi diversi da specialisti diversi. Sono piuttosto tre fasi importanti di un unico intervento che vuole essere completo e il più possibile risolutivo dei problemi del paziente. Tre fasi importanti per raggiungere gli obiettivi funzionali, ricostruttivi ed estetici.
4Quali interventi possono essere associati alla rinoplastica?
La rinoplastica può essere associata ad altri interventi sul viso. In particolare, se la chirurgia è programmata in anestesia generale, è possibile eseguire anche la blefaroplastica (intervento chirurgico alle palpebre), la dermoabrasione, la mentoplastica, il lifting facciale, la rimozione di piccole neoformazioni cutanee, l’otoplastica (correzione delle orecchie a sventola), solo per citarne alcuni. Il naso non è l’unico attore del nostro viso e l’approccio estetico moderno prende in considerazione l’insieme più che il singolo particolare.
5Le cicatrici saranno visibili?
Per modificare la forma della piramide nasale, raddrizzare il setto, ridurre i turbinati ipertrofici, si effettuano alcune incisioni chirurgiche all’interno delle narici e alcune piccole incisioni cutanee esterne. Le incisioni esterne e interne al naso, per una cicatrizzazione ottimale, richiedono il rispetto di poche ma fondamentali regole.
6A quale età è possibile sottoporsi alla rinoplastica?
Una regola assoluta non esiste e la decisione se operare o meno un adolescente richiede un’attenta valutazione preliminare. La scelta può essere determinata da un’importante difficoltà respiratoria nasale come da un problema psicologico del giovane paziente. Sono situazioni rare, da studiare caso per caso, assieme al pediatra, allo psicologo e all’otorinolaringoiatra. Nella maggioranza dei casi, si attende la fine della crescita dello scheletro facciale (circa 15 anni nel sesso femminile e 17 in quello maschile) e si valuta il grado di maturità psicologica del paziente.
7Sino a quale età e possibile sottoporsi all’intervento?
Innanzitutto non è un problema d’età anagrafica! Se il paziente è in buona salute generale e gli accertamenti preoperatori non evidenziano controindicazioni, l’intervento può essere eseguito. Nell’anziano cambiano la tecnica chirurgica e gli obiettivi della rinoplastica; spesso si deve procedere alla sospensione della punta del naso, che con gli anni è progressivamente caduta, e alla ricostruzione delle cartilagini, che sono collassate. Talvolta si rimuove la cute in eccedenza. È una rinoplastica ricostruttiva, in cui gli aspetti funzionali sopravanzano quelli estetici.
8Come si diventa esperti di chirurgia nasale?
In Italia, l’iter formativo del chirurgo che effettua l’intervento di rinoplastica non è unico e standardizzato. Sono infatti tre i corsi di specializzazione che prevedono, nel loro piano di studi, l’insegnamento delle materie indispensabili per affrontare questa chirurgia: chirurgia maxillo-facciale, chirurgia plastica e otorinolaringoiatria. In realtà, il professionista che vuole affrontare serenamente e con competenza una chirurgia così difficile e dalle mille sfaccettature deve necessariamente arricchire le conoscenze acquisite con il diploma di specialità, attraverso: - lo studio teorico dell’argomento su testi e riviste scientifiche; - la frequenza assidua in sala operatoria al fianco di colleghi di provata esperienza; - la partecipazione a corsi formativi e d’aggiornamento, meglio se con esercitazione pratica dell’allievo sul cadavere, per l’approfondimento dell’anatomia e della tecnica chirurgica. Va sottolineato che l’attività di studio e di aggiornamento è dispendiosa sia dal punto di vista economico (acquisto dei libri e delle riviste, iscrizione ai corsi, ecc.), sia dal punto di vista del tempo impiegato. In alcune nazioni, il paziente ha il diritto di prendere visione del curriculum del proprio medico.
9Quale anestesia è consigliata?
La rinoplastica, la chirurgia settale e la turbinoplastica possono essere effettuate in anestesia locale o generale, in dipendenza della natura e della gravità delle deformità da correggere. Dopo la prima visita e il controllo delle indagini preoperatorie, è possibile scegliere la forma di anestesia più indicata. La visita anestesiologica costituisce un altro momento importante di studio e di verifica delle condizioni generali in preparazione all’intervento. Nel caso s’intervenga in anestesia locale, prima di ogni manovra cruenta o di ogni iniezione di anestetico locale sarà effettuata una sedazione profonda. Non si avvertirà dolore, così come non si ricorderà niente dell’intervento. L’anestesista somministrerà i farmaci e, quando il livello di sedazione desiderato sarà raggiunto, l’iniezione di anestetico locale nei tessuti nasali permetterà di rendere indolori le manovre chirurgiche e di limitare l’emorragia intraoperatoria. Anche nel caso si intervenga in anestesia generale, prima di ogni manovra cruenta sarà effettuata una sedazione profonda.
10Ci sono controindicazioni?
Le controindicazioni assolute alla rinoplastica sono rare. La storia clinica del paziente (ricostruita attraverso una serie di domande), la visita e gli esami preoperatori permettono di identificare se esistono controindicazioni generiche all’esecuzione della rinoplastica. Un’indagine preoperatoria di routine, tuttavia, non sempre è sufficiente. Il chirurgo deve indagare anche sulle condizioni psicologiche dell’individuo, sulla sua maturità e sulla disponibilità a collaborare. Talvolta il chirurgo si riserva di studiare ulteriormente il caso clinico prima di decidere se operare.
11Quanto costa l'intervento di Rinoplastica?
Le spese per l’intervento chirurgico si possono suddividere in tre voci principali: - Onorario del team chirurgico. - Onorario dell’anestesista. - Spesa per la degenza, i farmaci, i materiali di consumo e la sala operatoria. Di norma i controlli postoperatori ravvicinati non comportano alcuna spesa per il paziente mentre il saldo delle spese previste per l’intervento va anticipato qualche giorno prima dell’intervento o all’atto del ricovero in clinica.
12Quanto vale?
Non ho dubbi. La rinoplastica è un intervento di grande valore per l’individuo. I motivi principali sono i seguenti: - Può migliorare stabilmente la respirazione attraverso il naso. - Può migliorare stabilmente l’estetica del volto. - Molti dei problemi che affliggono il naso possono essere trattati e risolti con un unico intervento chirurgico. - Il ritorno a una condizione di benessere è veloce. - La maggioranza dei pazienti, a distanza di tempo, si dichiara soddisfatta del risultato ottenuto.
13A volte è necessario reintervenire?
In una piccola percentuale dei casi sottoposti a rinoplastica, può rendersi necessario un reintervento che ha l’obiettivo di effettuare piccoli aggiustamenti. La rinoplastica primaria (l’intervento effettuato in un naso mai operato prima), infatti, è un intervento radicale spesso indirizzato all’armonizzazione della gran parte delle componenti nasali, mentre la revisione successiva è indirizzata al miglioramento di un particolare circoscritto. Dato che il risultato definitivo della rinoplastica primaria matura nell’arco di mesi, l’eventuale revisione è effettuata non prima che siano passati dai sei ai dodici mesi. Un eventuale reintervento completo è definito rinoplastica secondaria, mentre per “ritocco” s’intende una procedura limitata alla correzione di una piccola irregolarità residua. È preferibile accettare l’eventualità di un “ritocco” al naso quale alternativa a una maggiore aggressività nel corso del primo intervento; molti “ritocchi” sono di piccola entità e di breve durata. Per quest’intervento l’operatore (il chirurgo) può decidere di non percepire alcun compenso, mentre rimangono a carico del paziente le spese per l’équipe anestesiologica, i materiali di consumo e la degenza in clinica.
14Che cosa si intende per Rinoplastica secondaria?
La rinoplastica secondaria, a differenza del semplice ritocco, è un nuovo intervento completo. Le motivazioni che spingono il paziente a richiedere un ulteriore atto chirurgico sono diverse, anche se rientrano essenzialmente in due categorie: - L’insoddisfazione per il risultato estetico ottenuto. - La mancata risoluzione di un problema funzionale. La decisione finale se ritornare o meno in sala operatoria spetta al chirurgo, in base alla nuova documentazione raccolta e alle richieste del paziente.
15A cosa serve la documentazione fotografica del paziente?
Non c’è dubbio, nella rinoplastica, lo studio delle fotografie del nostro naso costituisce il momento più importante del dialogo tra medico e paziente. Grazie alle foto, il paziente può vedere l’aspetto esteriore del proprio naso di profilo e dal basso (cosa impossibile da farsi solo guardandosi allo specchio). Grazie alle foto, il chirurgo può darci un consiglio sul grado di correzione che è possibile ottenere, evidenziando i limiti della chirurgia. Grazie alle foto, è possibile creare, con il computer o con semplici matite, una o più simulazioni dei risultati teoricamente ottenibili con la chirurgia. Grazie alle foto, possiamo creare una lista degli aspetti estetici positivi del nostro naso, che desideriamo mantenere, e una lista delle caratteristiche negative, che vorremmo migliorare. Dopo l’intervento, grazie alle foto, è possibile valutare i risultati ottenuti. Le tue foto, assieme ai dati raccolti sul tuo intervento, si aggiungeranno all’archivio personale del chirurgo e, come ogni altra esperienza professionale, serviranno a trattare ancora meglio i prossimi pazienti. Ricordati che per utilizzare le tue foto a fini clinici, didattici o divulgativi, il chirurgo deve ottenere il tuo consenso scritto (modulo prestampato da compilare e firmare).
16La pianificazione dell’intervento non va trascurata
Improrogabili impegni di lavoro, esami universitari, esami di maturità e periodi di vacanza in luoghi tropicali non sono certo l’ideale a quattro giorni di distanza dall’intervento. Tornei di calcio, bagni di sole in riva al mare o spostamenti veloci in motociclo vanno evitati anche per un mese intero dopo l’intervento. Ma allora, come scegliere il periodo più adatto? Dipende molto da come siamo soliti affrontare la nostra attività di tutti i giorni. Non è raro scoprire un paziente in ufficio, con ancora i “cerottini” sul naso, tutto intento a sbrigare le sue pratiche. Basta rispettare quelle regole utili per proteggere il tuo nuovo naso (che troverai più avanti) e decidere in base alle tue esigenze personali
17Aspirina & Nicotina
L’aspirina agisce sulle capacità coagulative del sangue e la sua assunzione può essere causa di un eccessivo sanguinamento durante l’operazione e nelle ore successive. Non assumere aspirina o altri farmaci contenenti acido acetilsalicilico nei 15 giorni precedenti l’intervento. Contengono acido acetilsalicilico i seguenti farmaci: Alkaseltzer, Ascriptin, Aspirina, Aspirina C effervescente, Aspirina 0,5 tampone, Aspro, Aspro C, Bufferin, Cafiaspirina, Cardioaspirin 100, Cemerit, Carin, Geyfritz, Kilios, Neocoricidin, Viamal, Vivin C, Soma Complex. Per una maggiore sicurezza, comunica al chirurgo ogni farmaco assunto nei giorni precedenti l’intervento! La nicotina non fa bene, si sa. Anche piccole quantità di nicotina nel sangue possono causare vasocostrizione con alterazione della circolazione sanguigna nei tessuti in via di guarigione; se sei un fumatore, per non ostacolare i processi di guarigione, è opportuno sospendere completamente il fumo nel periodo compreso tra la settimana precedente e le due settimane successive all’intervento.
18Pagamento anticipato
Prenotare l’intervento significa richiedere l’assegnazione di una stanza per il ricovero e ottenere la disponibilità di una sala operatoria. Un team di medici e di infermieri lavorerà per te durante tutto il periodo di permanenza in clinica. Il tuo chirurgo organizzerà il ritorno a casa, le medicazioni e i controlli postoperatori. Più persone sono a tua disposizione, pronte a impiegare energie e professionalità per la buona riuscita del tuo intervento. Per questi motivi, di norma il pagamento complessivo dell’intervento va anticipato al momento della prenotazione o del ricovero, a garanzia delle strutture e delle persone messe a tua disposizione.
19Anamnesi: la storia del paziente
Con il termine di “anamnesi” i medici intendono la ricostruzione della storia medica del paziente attraverso una serie di domande e risposte. Le domande riguardano lo sviluppo psicologico e fisico, le principali malattie e gli interventi chirurgici precedenti, lo stato di salute dei fratelli e dei genitori, la dieta abituale, l’assunzione di farmaci, eventuali allergie (a farmaci, anestetici o altre sostanze), il fumo di sigaretta, il titolo di studio raggiunto, il lavoro praticato, l’attività fisica, le gravidanze, l’abuso di sostanze stupefacenti, eventuali malattie infettive… e altro ancora. La storia del paziente aiuta a escludere eventuali controindicazioni, a individuare un particolare fattore di rischio, a costruire il percorso del nostro paziente. Le notizie riferite sono comunque protette dal segreto professionale e sono in possesso dell’équipe medica e degli stretti collaboratori. In ogni caso, non tenere per te notizie riguardanti il tuo stato di salute solo perché le ritieni ininfluenti o marginali. Collabora e parla con il tuo chirurgo.
20La Check List
Per non dimenticare qualcosa, in previsione dell’intervento, è utile avere una lista da controllare di tanto in tanto. Eccone una già pronta:
  • Non assumere aspirina, o altri farmaci contenenti acido acetil salicilico nei 15 giorni precedenti l’intervento.
  • Non fumare.
  • Non dimenticare a casa gli esami preoperatori.
  • Non dimenticare a casa le radiografie preoperatorie.
  • Ricordati di rimanere a digiuno nelle 8 ore precedenti l’intervento.
  • Ricordati di procurarti i farmaci prescritti da assumere nel postoperatorio.
  • Per il giorno dell’intervento e i successivi, vestiti con camicie e maglie comode e con i bottoni (indumenti da indossare e togliere senza passare per il capo).
  • Ricordati che quando sarai dimesso non sarai tu a guidare l’automobile.
  • Ricordati che non si può rimanere soli nelle prime 24 ore postoperatorie.
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