La preparazione all’intervento

Questa sezione contiene i consigli e le notizie importanti per la preparazione alla tua rinoplastica. Se qualche punto non è chiaro o qualche affermazione non ti convince, non esitare a scrivere un appunto. Tieni uno speciale taccuino per annotare le domande da fare al chirurgo.

Per cominciare, scopriamo qual è lo spirito giusto per collaborare con il chirurgo.

Alleati

Il chirurgo e il suo paziente hanno molti punti su cui collaborare per migliorare il risultato dell’intervento. Ecco i principali:

  • Definizione degli obiettivi.
  • Studio dello stato di salute generale.
  • Studio della funzionalità respiratoria.
  • Preparazione psicologica all’intervento.
  • Ottimizzazione dei tempi (per un rapido ritorno alla vita di tutti i giorni).
  • Personalizzazione della terapia postoperatoria domiciliare.

Su questi e tanti altri punti, una franca e attiva collaborazione ha un effetto benefico sul risultato e sull’esperienza che il paziente si accinge a vivere.

Che dire di un chirurgo che non presta attenzione alle richieste del paziente?

E cosa pensare di un paziente che non si presenta alla visita di controllo?

La tua motivazione è sufficiente?

Tra i pazienti che si rivolgono a me per una rinoplastica, i miei preferiti sono gli appartenenti al “Gruppo dei Motivati”. Quando parli con loro, tradiscono un sincero entusiasmo per l’esperienza appena iniziata, dimostrano interesse per le informazioni fornite, hanno memorizzato in precedenza le domande da fare e… sorridono.

Sì, come ha consigliato un amico psichiatra a Jack Sheen, uno dei più grandi maestri di chirurgia nasale, credo che non sia il caso di operare un paziente che non abbia mai concesso un sorriso al proprio chirurgo.

La motivazione del paziente è nei suoi gesti, nel suo tono di voce, nell’impegno che dimostra di avere. La motivazione è il motore delle sue azioni.

La tua motivazione è sufficiente?

I tuoi desideri sono ben definiti?

Una volta arrivati dal chirurgo, una parte fondamentale del colloquio è dedicata a definire, con la maggiore precisione possibile, i propri desideri. Sembra banale, ma non lo è!

Mi capitava spesso, qualche anno fa, di individuare frettolosamente i desideri del paziente… prima ancora che lui riuscisse a spiegarmeli!

Lavorando sull’aspetto estetico delle persone, ho imparato che l’approccio a un paziente richiede tempo e voglia di ascoltare.

Oggi, dopo anni di esperienza, quando un nuovo paziente entra nel mio studio, l’esordio che preferisco è:

“Buongiorno. Mi parli dei suoi desideri”.

E poi sto ad ascoltare.

Faccia lei!

“Io di lei mi fido. Decida lei per me, dottore”.

Può succedere che il paziente chieda un miglioramento estetico del naso, o più generalmente del volto, senza riuscire a spiegare con precisione che cosa non va. In questo caso bisogna far emergere, attraverso un tranquillo e approfondito colloquio, i veri desideri del paziente.

Con un soggetto indeciso e disorientato, si corre il rischio che il chirurgo decida e imponga qualcosa che il paziente forse non desidera.

“Io respiro bene da sempre”

Tutto inizia quando, durante la prima visita, il paziente afferma con sicurezza che la sua respirazione nasale è buona e l’unico desiderio è quello di migliorare l’estetica.

In questo caso l’errore da evitare è quello di dare per scontato che il nostro paziente respiri bene.

La causa del malinteso risiede nell’impossibilità, da parte del nostro paziente, di avere un termine di paragone; chi ha la deviazione del setto, l’ipertrofia dei turbinati, l’insufficienza valvolare o, peggio, una combinazione di questi problemi funzionali, è abituato da sempre a respirare male e non può rendersi conto di quanti vantaggi goda chi respira bene attraverso il naso.

Per non sbagliare, la soluzione è quella di studiare e trattare tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro motivazione fondamentale, inserendo lo studio e il trattamento della funzionalità nasale come passaggio irrinunciabile.

La rinoplastica “solamente estetica”, quindi, non dovrebbe più esistere.

Le foto del mio viso

A cosa serve la documentazione fotografica del paziente?

Non c’è dubbio, nella rinoplastica, lo studio delle fotografie del nostro naso costituisce il momento più importante del dialogo tra medico e paziente.

Grazie alle foto, il paziente può vedere l’aspetto esteriore del proprio naso di profilo e dal basso (cosa impossibile da farsi solo guardandosi allo specchio).

Grazie alle foto, il chirurgo può darci un consiglio sul grado di correzione che è possibile ottenere, evidenziando i limiti della chirurgia.

Grazie alle foto, è possibile creare, con il computer o con semplici matite, una o più simulazioni dei risultati teoricamente ottenibili con la chirurgia.

Grazie alle foto, possiamo creare una lista degli aspetti estetici positivi del nostro naso, che desideriamo mantenere, e una lista delle caratteristiche negative, che vorremmo migliorare.

Dopo l’intervento, grazie alle foto, è possibile valutare i risultati ottenuti.

Le tue foto, assieme ai dati raccolti sul tuo intervento, si aggiungeranno all’archivio personale del chirurgo e, come ogni altra esperienza professionale, serviranno a trattare ancora meglio i prossimi pazienti.

Ricordati che per utilizzare le tue foto a fini clinici, didattici o divulgativi, il chirurgo deve ottenere il tuo consenso scritto (modulo prestampato da compilare e firmare).

La storia del paziente

Con il termine di “anamnesi” i medici intendono la ricostruzione della storia medica del paziente attraverso una serie di domande e risposte.

Le domande riguardano lo sviluppo psicologico e fisico, le principali malattie e gli interventi chirurgici precedenti, lo stato di salute dei fratelli e dei genitori, la dieta abituale, l’assunzione di farmaci, eventuali allergie (a farmaci, anestetici o altre sostanze), il fumo di sigaretta, il titolo di studio raggiunto, il lavoro praticato, l’attività fisica, le gravidanze, l’abuso di sostanze stupefacenti, eventuali malattie infettive… e altro ancora.

La storia del paziente aiuta a escludere eventuali controindicazioni, a individuare un particolare fattore di rischio, a costruire il percorso del nostro paziente.

Le notizie riferite sono comunque protette dal segreto professionale e sono in possesso dell’équipe medica e degli stretti collaboratori.

In ogni caso, non tenere per te notizie riguardanti il tuo stato di salute solo perché le ritieni ininfluenti o marginali.

Collabora e parla con il tuo chirurgo.

Lo studio della funzionalità nasale

Ho già detto che non mi fido mai di un paziente che afferma di respirare bene.

Molte volte con qualche domanda scopro che:

  • Da ragazzo giocavi a rugby.
  • Russi durante il sonno.
  • Ti svegli di notte con la gola secca.
  • In palestra, devi respirare a bocca aperta appena inizi un esercizio fisico.

Poi, con uno speculum nasale (uno strumento che aiuta a divaricare le narici per esplorare la parte anteriore delle fosse nasali) e una buona fonte di luce riscontro che:

  • Il setto è deviato.
  • La porzione anteriore dei turbinati è grossa e lascia poco spazio al passaggio dell’aria.

Non contento, spinto dalla mia indole d’investigatore nasale, telefono a un collega radiologo per sottoporti a indagine TAC…

La respirazione attraverso il naso è importante per la salute generale e per la qualità della vita.

Non fidarti di un chirurgo che ti propone una rinoplastica senza interessarsi alla tua funzionalità respiratoria!

Le priorità

Un passaggio fondamentale della fase preoperatoria è costituito dalla creazione di una lista delle priorità, una lista cioè di obiettivi ordinati per importanza.

Le richieste del paziente, l’analisi del caso effettuata dal chirurgo, i risultati degli esami strumentali (radiografie del cranio, tomografia computerizzata, videoendoscopia, rinoscopia) e le eventuali consulenze di altri specialisti permettono di riconoscere questi obiettivi.

È quindi prudente intervenire quando una lista delle priorità è stata discussa e condivisa da entrambi: medico e paziente.

La lista delle priorità costituisce anche il promemoria di facile consultazione che il chirurgo porta con sé in sala operatoria assieme alle fotografie, alla simulazione del risultato estetico, agli esami e alla cartella clinica.

Durante l’intervento, la lista delle priorità permette di personalizzare ogni manovra chirurgica verificando, passo dopo passo, che nulla sia tralasciato nella ricerca del miglior risultato possibile.

Circondati di esperti

Il successo di un grande atleta, le performance di un nuovo modello di automobile, le innovazioni in campo scientifico e tutto ciò che comporta un miglioramento rispetto al passato necessita di un team di “specialisti”.

Può succedere che, per qualsiasi motivo e in qualsiasi momento, il chirurgo decida di dover interpellare un collega ritenuto più esperto, decida cioè di allargare il team che si occuperà di te e del tuo naso.

La chirurgia facciale, la rinoplastica in particolare, costituisce una sfida impegnativa e le variabili in gioco sono molteplici. Per questo motivo, il paziente non deve preoccuparsi della decisione di effettuare una consulenza, a patto che sia lo stesso chirurgo a contattare e a presentare il collega.

Giù la maschera

Troppo spesso il paziente non parla liberamente di sé e dei suoi problemi con il chirurgo.

A volte la presenza, durante la prima visita, di uno o più accompagnatori, ostacola la possibilità di un dialogo aperto e franco.

Può succedere che dopo mezz’ora di discussione l’opinione del genitore, dell’amica o del marito siano evidenti e ben strutturate, mentre rimanga ancora da stabilire cosa ne pensi la persona interessata.

Non è facile confessare i propri desideri e le proprie paure, anche se chi ti accompagna è una persona molto vicina e comprensiva.

La soluzione è semplice: fatti accompagnare da una persona amica se questo ti aiuta e riservati la possibilità di una seconda visita o di una telefonata per parlare con il chirurgo più liberamente e senza testimoni.

Non va in ogni caso dimenticato che l’aiuto, la comprensione, l’equilibrio e il viso sorridente di un nostro amico possono a volte rendere tutto più semplice.

“Mio marito odia il mio naso!”

Quando la motivazione principale alla rinoplastica è ESTERNA al paziente, siamo in un mare di guai.

Cambiare il proprio aspetto esteriore per assecondare un familiare o una persona amica comporta, a distanza di tempo, un’alta probabilità d’insoddisfazione per il risultato ottenuto.

Non temere la disapprovazione degli altri

(“Mio marito ama il mio naso così com’è!”)

Hai un desiderio ma non hai il coraggio di seguirlo. Quanta gente sceglie la carriera, l’amore, gli studi, le vacanze, l’auto e la casa basandosi su quello che gli altri – parenti, genitori, amici – pensano che dovrebbe fare.

La rinoplastica non deve essere rimandata o esclusa solo perché qualcuno ci ha trasmesso le sue paure, le sue ansie, le sue preferenze.

Se il desiderio è tuo e la decisione è gestita in prima persona, senza fretta e dopo un’adeguata informazione, la percentuale di soddisfazione per il risultato ottenuto è alta.

Tutto va bene quando la motivazione principale è INTERNA al paziente.

Evita il perfezionismo

Presti attenzione ai dettagli?

Sei sempre indeciso quando devi scegliere il colore della cravatta?

Ti arrabbi anche per il più piccolo striscio sulla carrozzeria della tua auto?

Vorresti un mondo perfetto?

Forse la rinoplastica non fa per te!

Evita il perfezionismo. Devo ancora conoscere un perfezionista capace di vivere in pace con se stesso.

Attraverso la rinoplastica, otteniamo spesso risultati positivi. Il nostro aspetto è migliore, la respirazione nasale è facilitata e un senso generale di benessere fisico e psichico ci conferma che abbiamo fatto la scelta giusta.

In alcuni casi, purtroppo, non è così. Una situazione ben conosciuta e spiacevole riguarda quel gruppo di pazienti che, a dispetto di un risultato estetico e funzionale complessivamente buono, continuano a tormentare se stessi, i loro familiari e lo staff chirurgico per “una piccola irregolarità della punta del naso”, “una lieve asimmetria del dorso…”

Invece di accontentarsi ed essere grati per il risultato ottenuto, si concentrano su un piccolo particolare che non va e sulla loro testarda determinazione a migliorarlo.

Se ti riconosci in questo gruppo di persone, quello dei “perfezionisti” per intenderci, confidati apertamente con il chirurgo sin dalla prima visita. E in ogni caso, non fare mistero delle tue aspettative.

Quando

La pianificazione dell’intervento non va trascurata.

Improrogabili impegni di lavoro, esami universitari, esami di maturità e periodi di vacanza in luoghi tropicali non sono certo l’ideale a quattro giorni di distanza dall’intervento. Tornei di calcio, bagni di sole in riva al mare o spostamenti veloci in motociclo vanno evitati anche per un mese intero dopo l’intervento.

Ma allora, come scegliere il periodo più adatto?

Dipende molto da come siamo soliti affrontare la nostra attività di tutti i giorni.

Non è raro scoprire un paziente in ufficio, con ancora i “cerottini” sul naso, tutto intento a sbrigare le sue pratiche. Basta rispettare quelle regole utili per proteggere il tuo nuovo naso (che troverai più avanti) e decidere in base alle tue esigenze personali

“Voglio il naso di Brad Pitt!”

“Ho già fatto la rinoplastica, ma non sono soddisfatto. Io voglio il naso di Brad Pitt!”

A volte alcuni pazienti si presentano accusando l’ultimo chirurgo di essere il responsabile di tutti i loro problemi, altre volte non fanno quasi menzione delle loro esperienze precedenti. In ogni caso vogliono, pretendono, insistono; il loro naso deve essere rimpicciolito, accorciato… come hanno deciso loro.

Aspettative irrealistiche (forme e dimensioni nasali chirurgicamente irrealizzabili) e desideri discutibili (nasi tecnicamente realizzabili, ma non adatti a quel particolare viso) sono i tranelli che il chirurgo deve evitare. Per il bene suo e del suo paziente.

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Accetta quello che non puoi cambiare

In tutti i campi ci sono situazioni che dobbiamo affrontare. Ci sono cose che possiamo cambiare, cose sulle quali possiamo esercitare il nostro controllo. Ma ci sono anche cose su cui non possiamo fare niente.

Anche nelle mani migliori, la rinoplastica ha dei limiti, dei confini ed è importante che questi siano affrontati, chiariti e soprattutto accettati.

Un naso lungo può essere accorciato, ma un viso lungo no.

Un naso grande può essere rimpicciolito, ma non potrà mai essere piccolo.

Una punta larga può essere migliorata, ma non potrà mai essere strettissima…

Discuti preventivamente con il chirurgo questi fattori limitanti, applicali al tuo caso specifico e ricordati di accettare quello che non puoi cambiare.

La sicurezza

Un intervento chirurgico può essere effettuato in diverse condizioni e ambienti. La sede dell’intervento, sia essa un Ospedale Pubblico o una Casa di Cura Privata, può essere valutata leggendo la Carta dei Servizi. In questa pubblicazione troviamo le informazioni riguardanti la struttura sanitaria e le attività svolte.

Alcuni chirurghi effettuano di routine la rinoplastica in un ambulatorio in cui è stata ricavata una sala operatoria. Non essendoci possibilità di ricovero per il paziente, a poche ore dall’intervento si effettua la dimissione o, in casi particolari, si effettua il trasferimento presso una Casa di Cura o un Ospedale.

Ad ogni modo, la sicurezza deve essere ricercata in modo globale e coinvolge, oltre alla scelta della sede dell’intervento, la preparazione preoperatoria, la gestione del postoperatorio in ambiente protetto e la preparazione del ritorno a casa del nostro paziente. Per questo motivo è bene discutere ogni cosa preliminarmente con il chirurgo.

Aspirina & Nicotina

L’aspirina agisce sulle capacità coagulative del sangue e la sua assunzione può essere causa di un eccessivo sanguinamento durante l’operazione e nelle ore successive. Non assumere aspirina o altri farmaci contenenti acido acetilsalicilico nei 15 giorni precedenti l’intervento.

Contengono acido acetilsalicilico i seguenti farmaci:

Alkaseltzer, Ascriptin, Aspirina, Aspirina C effervescente, Aspirina 0,5 tampone, Aspro, Aspro C, Bufferin, Cafiaspirina, Cardioaspirin 100, Cemerit, Carin, Geyfritz, Kilios, Neocoricidin, Viamal, Vivin C, Soma Complex.

Per una maggiore sicurezza, comunica al chirurgo ogni farmaco assunto nei giorni precedenti l’intervento!

La nicotina non fa bene, si sa. Anche piccole quantità di nicotina nel sangue possono causare vasocostrizione con alterazione della circolazione sanguigna nei tessuti in via di guarigione; se sei un fumatore, per non ostacolare i processi di guarigione, è opportuno sospendere completamente il fumo nel periodo compreso tra la settimana precedente e le due settimane successive all’intervento.

Completamente!

Il naso è una clessidra

Il naso può essere paragonato a una clessidra. Chiedi sempre al tuo chirurgo:

“Dottore, perché il naso è una clessidra?”

Pagamento anticipato

Prenotare l’intervento significa richiedere l’assegnazione di una stanza per il ricovero e ottenere la disponibilità di una sala operatoria. Un team di medici e di infermieri lavorerà per te durante tutto il periodo di permanenza in clinica. Il tuo chirurgo organizzerà il ritorno a casa, le medicazioni e i controlli postoperatori.

Più persone sono a tua disposizione, pronte a impiegare energie e professionalità per la buona riuscita del tuo intervento.

Per questi motivi, di norma il pagamento complessivo dell’intervento va anticipato al momento della prenotazione o del ricovero, a garanzia delle strutture e delle persone messe a tua disposizione.

A digiuno

Se l’intervento è programmato in anestesia generale, nelle otto ore precedenti l’intervento non è consentita l’assunzione di liquidi o cibo; per motivi di sicurezza nella somministrazione dei farmaci anestetici è importante che il vostro stomaco sia vuoto.

Indossate vestiti comodi, evitando maglie o camicie senza bottoni che devono essere sfilate per la testa. Nel caso in cui la prima notte dopo la rinoplastica sia trascorsa a casa, è importante farsi accompagnare. Non rimanete soli a casa nelle prime 24 ore postoperatorie.

Dolore?

“La rinoplastica è un intervento doloroso. Non lo farei mai e poi mai!!!”

“Togliere i tamponi dal naso è dolorosissimo!!!”

Quante volte ho sentito queste frasi.

Queste convinzioni sono radicate tra la gente e trovano continuo alimento nei racconti di chi ha ricevuto un trattamento privo di attenzioni e di professionalità.

Nella maggioranza dei casi, manovre chirurgiche corrette e conservative, associate al rispetto di poche e precise regole postoperatorie, garantiscono il controllo del dolore.

Un discorso a parte riguarda invece i cosiddetti “tamponi nasali”; questi sono costituiti da un materiale soffice che viene inserito nelle narici alla fine dell’intervento, prima del risveglio del paziente. Nella mia pratica professionale di chirurgia nasale evito spesso l’utilizzo dei tamponi e, nei rimanenti casi, rimuovo gli stessi entro le prime 24 ore dall’intervento, evitando così la sintomatologia dolorosa secondaria dovuta alla permanenza di questi corpi estranei all’interno del naso.

Quattro chiacchiere con un paziente già operato

Non c’è niente di meglio che parlare con chi ha già vissuto in prima persona l’esperienza.

Succede spesso che in sala d’attesa si incontrino due pazienti, uno operato qualche giorno prima e un altro che ha appena fissato la data per l’intervento. È questo il momento ideale per presentarli e lasciarli soli a chiacchierare un po’.

In pochi minuti si crea un clima positivo e tranquillizzante per il nuovo paziente che nemmeno cento rassicurazioni del chirurgo riuscirebbero a produrre.

Quando sei troppo impaziente

Primo – Non decidere troppo in fretta, a meno che la rinoplastica non rappresenti un desiderio che esisteva già da tempo.

Secondo – La fretta non deve essere generata da elementi esterni al paziente, come le insistenze di un familiare, le critiche o le battutine di un’amica (che amica!!!).

Terzo – Se vuoi fare in fretta, devi dare una giustificazione plausibile al chirurgo.

Quarto – La decisione migliore ha un tempo di maturazione diverso da persona a persona.

La chirurgia estetica non è magica

La finalità di tutti gli interventi di chirurgia estetica consiste nel migliorare l’aspetto del viso, modificando quelle aree specifiche che lo influenzano negativamente e conservando gli aspetti positivi; l’obiettivo va inteso come miglioramento complessivo del volto.

La chirurgia estetica non è magica e consiste in specifiche procedure ideate per migliorare alcune aree del vostro volto. La chirurgia estetica non può fare altro che questo!

La soddisfazione finale del risultato estetico dipende in gran parte dall’accuratezza con cui tu comunichi le caratteristiche negative del tuo naso e che desideri siano corrette e dalla mia capacità di spiegarti che cosa si può e non si può ottenere con l’atto chirurgico.

Il chirurgo può rifiutarsi d’intervenire?

La rinoplastica non è l’appendicite acuta. L’intervento non è urgente.

Il chirurgo deve essere convinto di ottenere gli obiettivi prefissati, mentre il paziente deve essere a conoscenza dei limiti della chirurgia. Se, a giudizio del chirurgo, le aspettative del paziente sono irrealistiche o comportano il rischio di compromissioni funzionali o estetiche inaccettabili, è meglio non operare.

Sì, il chirurgo può rifiutarsi di intervenire.

Se rido si abbassa la punta del naso

Anche il naso ha i suoi muscoli, eccome!

Tra tutti, il più interessante per il chirurgo è il muscolo depressore del setto; la sua azione sulla punta del naso è variabile e, nei più sfortunati, è un vero diavoletto che non sta mai fermo. In queste persone, la punta del naso si muove su e giù mentre parlano e si abbassa senza pietà quando sorridono.

Durante la rinoplastica è possibile agire sulle fibre del muscolo depressore del setto, per ottenere l’attenuazione della sua attività.

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Può essere necessario trasfondere del sangue?

Non mi è mai capitato di dover trasfondere del sangue durante o dopo una rinoplastica. Purtroppo, però, lo 0% non esiste in chirurgia e, per questo motivo, l’eventualità di ricorrere alla trasfusione va sempre menzionata al paziente.

Ma preferisco affrontare diversamente il problema (vedi il prossimo punto).

Tutto quello che possiamo fare assieme per ridurre il sanguinamento

Per ridurre il sanguinamento dobbiamo agire assieme: paziente, chirurgo e anestesista. Ecco come:

  • Studiando, attraverso le indagini preoperatorie (esami del sangue, domande sullo stato di salute, documenti riguardanti la storia clinica del paziente), eventuali problemi riguardanti il sangue, la sua coagulazione e la pressione arteriosa.
  • Evitando di assumere aspirina o altri farmaci contenenti acido acetilsalicilico nelle due settimane precedenti l’intervento.
  • Iniettando il naso con sostanze in grado di rallentare localmente l’afflusso di sangue.
  • Utilizzando una tecnica chirurgica rispettosa dei tessuti maggiormente vascolarizzati.
  • Cauterizzando eventuali vasi sanguinanti durante l’intervento.
  • Mantenendo sotto controllo la pressione arteriosa durante e dopo l’intervento.
  • “Ricucendo” alla perfezione le incisioni praticate all’inizio dell’intervento.
  • Accettando, in alcuni casi, nelle 24 ore successive all’intervento, la presenza di un tampone di materiale soffice all’interno di ognuna delle due fosse nasali.
  • Mantenendo la testa in posizione elevata rispetto al corpo durante l’intervento e nel periodo postoperatorio.
  • Applicando, con delicatezza, del ghiaccio sulla piramide nasale e sulla fronte nelle ore successive all’intervento.
  • Evitando accuratamente i traumi nasali dopo l’intervento.

La collaborazione, ancora una volta, è fondamentale per la buona riuscita e la sicurezza della tua rinoplastica.

Al bando i dubbi

Se, dopo la lettura di queste informazioni, la visita con il chirurgo e il colloquio con un paziente già operato ti rimane qualche dubbio, non tenerlo dentro, non lasciare che cresca a dismisura sino al giorno dell’intervento. Chiama il tuo chirurgo; spesso basta una telefonata della durata di due minuti per ridurre un macigno a un sassolino.

Le mestruazioni sono un problema?

No, effettuare l’intervento durante il ciclo mestruale non costituisce un problema medico rilevante. In ogni modo, per il comfort della paziente, nulla vieta di programmare la rinoplastica a una certa distanza di tempo.

Niente panico

Hai già sofferto in altre occasioni d’attacchi di panico?

Ti senti a disagio all’idea di sottoporti all’intervento?

Non nascondere quello che provi. Nella pratica professionale, anche chi si occupa di chirurgia è abituato a essere un po’ psicologo e il sostegno e i consigli che ti può dare sono, nella maggioranza dei casi, ciò che ti serve a superare questa difficoltà.

Il modulo di consenso all’intervento

Per procedere all’intervento, il chirurgo deve ottenere il consenso scritto e firmato del paziente.

La validità del consenso richiede che il paziente sia stato informato sulle indicazioni, le finalità, le possibili complicanze e i rischi connessi alla procedura chirurgica e che lo stesso paziente abbia avuto il tempo di riflettere prima di decidere.

La tua Check List

Per non dimenticare qualcosa, in previsione dell’intervento, è utile avere una lista da controllare di tanto in tanto.
Eccone una già pronta:

  • Non assumere aspirina, o altri farmaci contenenti acido acetil salicilico nei 15 giorni precedenti l’intervento.
  • Non fumare.
  • Non dimenticare a casa gli esami preoperatori.
  • Non dimenticare a casa le radiografie preoperatorie.
  • Ricordati di rimanere a digiuno nelle 8 ore precedenti l’intervento.
  • Ricordati di procurarti i farmaci prescritti da assumere nel postoperatorio.
  • Per il giorno dell’intervento e i successivi, vestiti con camicie e maglie comode e con i bottoni (indumenti da indossare e togliere senza passare per il capo).
  • Ricordati che quando sarai dimesso non sarai tu a guidare l’automobile.
  • Ricordati che non si può rimanere soli nelle prime 24 ore postoperatorie.